Il comportamento dei fluidi nei circuiti oleodinamici

Il comportamento dei fluidi nei circuiti oleodinamici: come le loro proprietà influenzano le prestazioni del sistema

Nei sistemi oleodinamici, il fluido non è un semplice mezzo di trasmissione della potenza, ma un elemento attivo che influenza direttamente l’efficienza, l’affidabilità e la durata dei componenti.

Le sue proprietà fisiche — come viscosità, densità, comprimibilità e lubrificazione — variano in funzione delle condizioni operative, della temperatura e della pressione, modificando di conseguenza il comportamento dinamico del circuito. 

Comprendere come questi parametri evolvono durante il funzionamento è fondamentale per:

  • prevedere le perdite di rendimento;
  • prevenire fenomeni indesiderati, come la cavitazione;
  • garantire la risposta corretta degli attuatori. 

Nella libreria di simulazione di SmartFluidPower, il fluido è descritto come una miscela bifase composta da olio e aria, dove l’olio può trovarsi in parte allo stato liquido e in parte gassoso.

Questa scelta nasce dall’esigenza di rappresentare in modo realistico ciò che avviene nei circuiti oleodinamici reali, dove l’aria disciolta, le variazioni di temperatura e le fluttuazioni di pressione influenzano sensibilmente la risposta del sistema.

In questo modo siamo in grado di soddisfare i migliori modelli fisici della letteratura accademica, ottenendo risultati con altissima accuratezza. 

Il comportamento del fluido nelle sue diverse fasi

A seconda della pressione, il fluido può trovarsi in una delle quattro principali condizioni di comportamento, ognuna rappresentativa di una diversa combinazione tra le componenti liquida, gassosa e disciolta. 

Nella maggior parte delle applicazioni oleodinamiche, il fluido opera nella condizione di dissoluzione parziale dell’aria nell’olio: in questa fase l’olio è prevalentemente liquido, ma contiene una quota di aria semi disciolta che ne influenza la comprimibilità e la risposta dinamica. È la condizione tipica dei circuiti reali e quella in cui si ottiene la rappresentazione più fedele del comportamento del sistema. 

Al diminuire della pressione, si entra nella fase di evaporazione parziale dell’olio, in cui il fluido contiene contemporaneamente olio liquido, olio in fase vapore e aria. Questa transizione è cruciale per descrivere i fenomeni di cavitazione incipiente e per valutare la stabilità dei componenti sottoposti a forti variazioni di pressione. 

Scendendo ulteriormente, si raggiunge la condizione di totale cavitazione, dove la componente liquida scompare completamente e il fluido è costituito solo da gas e vapore. Questa fase, pur essendo anomala per il funzionamento corretto del circuito, è fondamentale per comprendere gli effetti di degrado e le perdite di prestazione dovute alla cavitazione estrema. 

Infine, alle pressioni più elevate, il fluido può trovarsi nello stato di totale dissoluzione dell’aria nell’olio, in cui l’aria è completamente disciolta e il comportamento è assimilabile a quello di un fluido perfettamente omogeneo. È una condizione meno frequente, che si manifesta solo in circuiti ad altissima pressione. 

Il calcolo del comportamento del fluido

Ogni fase del fluido – liquida, gassosa o mista – è caratterizzata da proprietà fisiche specifiche, funzione della temperatura e della pressione. La libreria calcola tutte queste proprietà singolarmente (densità, viscosità cinematica, modulo di comprimibilità) e poi le pesa in funzione della concentrazione relativa delle fasi, ottenendo così i valori effettivi del fluido “unico” utilizzato dal modello. 

Un ulteriore punto di forza del modello è la possibilità di utilizzare fino a tre fluidi distinti all’interno della stessa simulazione. Ciò permette di rappresentare circuiti complessi in cui coesistono diverse miscele (ad esempio oli con differenti gradi di viscosità o fluidi a temperature diverse), mantenendo comunque una simulazione integrata e coerente. 

Le trasformazioni termodinamiche sono considerate isotermiche, ma grazie alla presenza di più fluidi distinti è possibile modellare zone a temperatura differente all’interno dello stesso circuito, ad esempio sezioni calde e fredde di uno stesso olio in circolazione. 

In questo modo, ogni componente del circuito riceve in tempo reale le proprietà locali del fluido, aggiornate in base alla propria pressione di esercizio. Ciò consente di analizzare fenomeni complessi come la cavitazione, le variazioni di densità o di viscosità lungo il circuito, e l’effetto diretto che questi comportamenti hanno sulle prestazioni dinamiche complessive del sistema oleodinamico. 

Scopri se la simulazione può fare al caso della tua azienda

SmartFluidPower è una PMI innovativa fondata nel 2018 come spin-off dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia; il nostro team combina esperienza accademica e competenze ingegneristiche per portare innovazione nella progettazione oleodinamica.

Molto spesso le aziende che si occupano di Fluid Power si imbattono in software di simulazione troppo complessi, costosi o poco adatti alle loro reali esigenze.

Noi abbiamo deciso di cambiare le regole del gioco.

Collaboriamo direttamente con i protagonisti del settore per sviluppare prodotti e servizi su misura, pensati per semplificare la modellazione, ridurre i tempi di sviluppo e migliorare le performance dei sistemi oleodinamici.

Creiamo sistemi che rimangono nel tempo e che si parlano fra loro.

Vuoi semplificare la tua progettazione?

Parliamone!

Ti offriamo gli strumenti software per ottimizzare la progettazione di componenti e sistemi oleodinamici.

Applichiamo le tecnologie più avanzate per proporre soluzioni alle tue sfide nel  design di prodotti nel mondo del fluid power.

Ti aiutiamo a innovare evitando di disperdere risorse nelle attività di trial & error.