APPROFONDIMENTO WEBINAR 2:

“DAL DISEGNO ALLA VALIDAZIONE: SIMULARE ED ANALIZZARE UN SISTEMA OLEODINAMICO COMPLETO“

Simulare il comportamento dinamico di un sistema oleodinamico lungo il ciclo operativo

La progettazione di un sistema oleodinamico non può limitarsi alla verifica statica dei componenti o alla sola correttezza dello schema funzionale.

Il comportamento reale emerge solo quando il sistema viene osservato lungo il suo ciclo operativo, dove entrano in gioco fenomeni dinamici, interazioni tra sottosistemi e condizioni transitorie.

Nel secondo webinar della serie organizzata da SmartFluidPower in collaborazione con VIS Hydraulics, è stato affrontato proprio questo passaggio critico: come trasformare uno schema oleodinamico in un modello simulabile e come utilizzarlo per analizzare il comportamento del sistema nel tempo, fino alla validazione funzionale.

Dal diagramma di sistema alla simulazione dinamica

Uno schema oleodinamico rappresenta la logica del sistema, ma non racconta come il sistema si comporterà realmente durante le diverse fasi di lavoro.
Le grandezze in gioco – pressione, portata, velocità degli attuatori – non sono statiche, ma evolvono nel tempo in funzione delle condizioni operative. La simulazione dinamica consente di introdurre nel modello elementi fisici che nello schema restano impliciti: la comprimibilità del fluido, le perdite di carico dipendenti dalla portata, l’inerzia delle masse e la dinamica delle valvole.
A questi si aggiunge un aspetto sempre più rilevante nei sistemi moderni: l’integrazione tra domini diversi, dove la parte oleodinamica interagisce con quella meccanica e con i segnali di controllo.

L’approccio utilizzato nel webinar, basato su modelli a parametri concentrati sviluppati in ambiente Modelica, permette di rappresentare queste interazioni mantenendo tempi di simulazione contenuti. 
Questo è un punto cruciale: la simulazione diventa realmente utile nel processo progettuale solo se è abbastanza veloce da supportare iterazioni frequenti.

“L’obiettivo non è solo verificare che il sistema funzioni, ma comprendere come e perché il sistema si comporta in un determinato modo.

Il caso studio: un sistema con rigenerazione

Nel caso presentato, il sistema è composto da:

  • gruppo di alimentazione con pompa a cilindrata fissa
  • valvola limitatrice di pressione
  • distributore 4/3 a centro chiuso comandato elettricamente
  • cilindro a doppio effetto
  • sistema di rigenerazione con valvola 2/2 e check valves
  • tubazioni e volumi intermedi
Schema completo del modello

La comprensione del sistema passa necessariamente dalla definizione del ciclo operativo.
Nel caso analizzato, il comportamento è stato suddiviso in una sequenza temporale ben precisa.

In una prima fase, con il distributore in posizione centrale, la pompa genera pressione ma tutta la portata viene scaricata attraverso la valvola limitatrice. Questo rappresenta una condizione di equilibrio iniziale.
Successivamente, la commutazione del distributore alimenta il lato pistone del cilindro, avviando l’estensione senza rigenerazione: la portata lato stelo viene semplicemente scaricata.

Il passaggio più significativo avviene quando la valvola elettrica viene attivata e il percorso di scarico viene chiuso.
A questo punto la portata proveniente dal lato stelo non può più tornare a serbatoio e viene forzata, tramite una check valve, a rientrare nel circuito di alimentazione.
Si innesca così la rigenerazione, con un aumento della portata effettiva disponibile sul lato pistone e, di conseguenza, della velocità dell’attuatore.

Infine, una nuova commutazione del distributore porta il sistema nella fase di rientro del cilindro.

Fasi di lavoro

Dal datasheet al comportamento dinamico

Uno degli aspetti più interessanti emersi durante il webinar è il modo in cui i componenti vengono caratterizzati.
Non è necessario disporre di modelli complessi per ottenere risultati significativi: è spesso sufficiente partire dai dati di catalogo.

Le curve portata–pressione delle valvole, ad esempio, possono essere tradotte in relazioni matematiche che descrivono il comportamento del componente all’interno del modello.
Allo stesso modo, le perdite di carico del distributore o le caratteristiche delle valvole unidirezionali vengono integrate direttamente nella simulazione.

Questo approccio consente di costruire modelli realistici in tempi rapidi, mantenendo un buon compromesso tra accuratezza e semplicità. Inoltre, permette di lavorare con dati effettivamente disponibili nella pratica progettuale, senza richiedere informazioni difficili da reperire.

Validazione e analisi: cosa rivela la simulazione

Una volta costruito e parametrizzato il modello, la simulazione offre un primo livello di validazione qualitativa.
È possibile osservare il movimento del cilindro, verificare che le commutazioni avvengano correttamente e controllare che il ciclo operativo sia coerente con le aspettative.

Ma è nell’analisi quantitativa che emerge il vero valore.
I grafici di pressione e portata permettono di leggere il comportamento del sistema in modo dettagliato.
Si possono individuare picchi di pressione, oscillazioni, ritardi nelle risposte e, soprattutto, gli effetti della rigenerazione.

Durante la fase rigenerativa, ad esempio, si osserva un aumento costante della pressione alla pompa, dovuto alla comprimibilità dei volumi in gioco. Questo risultato, difficile da quantificare a priori, diventa immediatamente evidente attraverso la simulazione.

Allo stesso tempo, emergono anche fenomeni meno intuitivi, come oscillazioni legate alla massa del cilindro e ai suoi attriti o effetti transitori dovuti alle commutazioni delle valvole.
Sono proprio questi aspetti che, se non individuati in fase di progettazione, possono generare problemi in fase di test o esercizio.

Anteprima di simulazione del circuito idraulico

Aumentare il livello di dettaglio: quando serve

Un ulteriore passo consiste nel passare da modelli semplificati a modelli più dettagliati.

Nel webinar è stato mostrato come un componente apparentemente semplice, come una valvola unidirezionale, possa essere descritto includendo la dinamica interna della spola, le forze di molla, attriti e trafilamenti.

Questo livello di dettaglio consente di analizzare fenomeni locali, come micro-oscillazioni o instabilità durante le commutazioni.
Tuttavia, introduce anche un maggiore costo computazionale.

“La scelta del livello di modellazione diventa quindi una decisione progettuale: non sempre è necessario modellare tutto nel dettaglio, ma è fondamentale sapere quando farlo.”

Inserimento di un modello dettagliato in un circuito di test

La simulazione come strumento di progettazione sistemica

L’aspetto più rilevante emerso è il ruolo della simulazione come strumento di progettazione, non solo di verifica.

Integrare la simulazione nel workflow consente di:

  • esplorare rapidamente soluzioni alternative
  • comprendere la sensibilità ai parametri
  • ridurre il numero di prototipi fisici
  • interpretare meglio i risultati sperimentali
  • Inoltre, permette di lavorare su aspetti difficilmente misurabili su banco prova, come:
  • variabili interne ai componenti
  • distribuzione delle pressioni
  • fenomeni transitori rapidi

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Slides Webinar 2

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